Chirone in Toro e la Ferita del Valore
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Il 19 giugno Chirone è entrato in Toro, dove rimarrà fino al 2034. Chirone è un asteroide che si trova tra Saturno e Urano, e si rifà al mito greco di Chirone, un centauro figlio di Crono e dell’oceanina Filira, esperto di arti e medicina, e istruttore di numerosi eroi, tra cui Achille ed Eracle. Il mito che lo riguarda parla di una ferita al ginocchio inferta proprio da Eracle, tramite una freccia avvelenata. Chirone, essendo immortale, non può essere ucciso dalla freccia, che però gli causa un continuo ed estenuante dolore. In astrologia Chirone viene chiamato il Guaritore Ferito e rappresenta, nel tema natale, una ferita nella nostra psiche che non potrà mai essere completamente guarita, ma con la quale impariamo a convivere fino a trascendere il dolore che ci provoca. La sua continua attivazione nella nostra psiche ci permette di conoscere profondamente il tema che porta, e per questo, potenzialmente, riconoscerlo negli altri e aiutarli a guarirlo, aiutando anche noi stessi nel processo.
Chirone in Toro esprime la ferita del valore negato. Il Toro, governato da Venere, è il segno del Valore in tutte le sue accezioni, e per questo è associato, così come la sua Seconda Casa, ai soldi, al cibo, al corpo, ai beni materiali, al lusso, al godimento, tutti elementi venusiani. Il Toro ama prendersi cura di sé, del proprio corpo e del proprio ambiente, il godersi la vita, mangiare bene, concedersi il lusso, perché inconsciamente riconosce il proprio valore intrinseco.
Quando Chirone si muove in Toro porta dunque con sé la ferita del valore, del merito. Meritiamo intrinsecamente, in quanto esseri umani, di vivere una bella vita? O siamo costretti a vivere nella scarsità, in stato di sopravvivenza, senza mai concedersi lusso, buon cibo, una bella casa, un lavoro soddisfacente, una vita degna di essere vissuta? Dobbiamo soffrire per meritarci le belle cose? Oppure ce le meritiamo per diritto di nascita?
L’ultimo transito di Chirone in Toro è stato dal 1976 al 1984, anni che hanno visto la nascita del punk, della new wave, del gothic rock, generi che mostrano a modo loro proprio questa ferita del valore, urlando la propria frustrazione o rifugiandosi nel nichilismo, esprimendo una forte disillusione verso una società che aveva promesso una vita soddisfacente per tutti ma che ci ha lasciati senza niente. La rabbia e il dolore per il non riconoscimento del proprio valore, del valore della propria vita, il valore dell’amore, sono palpabili nella musica di quegli anni. Allo stesso tempo, come reazione opposta ma scaturita dallo stesso nucleo, ci si rifugiava nell’edonismo, con la musica disco, la ricerca del piacere nel corpo, per non pensare, per potersi godere almeno qualcosa.
A questo punto non ci stupirà affatto sapere che il transito ancora precedente coincida con il periodo della Grande Depressione, dal 1926 al 1934, un momento in cui una grande fetta della popolazione ha perso l’accesso ai propri fondi e che ha segnato la fine di tante imprese, di tanti sogni e di tante vite.
I transiti di Chirone in Toro possono metterci davanti a delle sfide materiali molto pesanti, in cui il nostro stesso sostentamento viene messo in pericolo. Abbiamo vari modi di reagire a queste sfide. Da un lato c’è chi segue la legge del più forte. Mors tua vita mea. Violenza, botte, furti, stupri. Cerco il mio valore sottraendolo ad un altro. C’è chi la chiama “natura umana”. Ma lo è davvero? O è la natura umana in cattività? Il biologo statunitense L. David Mech è colui che ha popolarizzato il concetto di Lupo Alfa negli anni ‘70, studiando i branchi di lupi in cattività. Nel suo libro The Wolf egli sosteneva che i branchi di lupi siano organizzati attorno ad un maschio alfa, che comanda sul resto del gruppo, formato da maschi beta e infine dalle femmine. Altri studi sui ratti in cattività riportano dinamiche piuttosto simili, dinamiche tanto più aspre e violente quanto più ristretto è lo spazio e limitate le risorse. La risonanza di questa idea non è mai stata, purtroppo, eguagliata dalla verità. Lo stesso L. David Mech, infatti, ha passato la seconda parte della sua vita a cercare di diffondere la smentita dei suoi studi preliminari sui lupi, dopo averli osservati nel loro ambiente naturale, in libertà, scoprendo che quando i branchi sono liberi non esiste nessun maschio alfa che domina sugli altri membri del gruppo. I branchi di lupi sono famiglie guidate da padre e madre, proprio come le nostre famiglie umane.
Possiamo dedurre che quando lo spazio di potersi esprimere in libertà è ridotto sempre più, quando le risorse scarseggiano, è lì che nasce la violenza e la prevaricazione. È lì che nasce il sistema piramidale che ricalca così da vicino il sistema patriarcale in cui abbiamo vissuto per millenni, in cui l’individuo più forte è l’unico che merita, è l’unico che ha davvero valore. Possiamo dedurre, senza tanti giri di parole, che l’essere umano non sia libero, che viva in cattività. Ma le risorse scarseggiano davvero? Scarseggiavano forse nel 1929, con il grande crollo della borsa, che ha in realtà arricchito a dismisura chi aveva gli agganci giusti per sapere che la borsa sarebbe crollata? O è solo una percezione che ci viene propinata come se fosse reale pur non essendolo nei fatti, nella materialità? Se guardiamo alla totalità delle risorse, viviamo nell’abbondanza, come mai prima di ora, e ciò che ci tiene nella scarsità è solo la distribuzione e la cattiva amministrazione di queste risorse, che sempre più sono solo nelle mani di pochi, che oltretutto le usano per danneggiare l’ambiente e il resto della società. Per sentirsi, forse, infine, meritevoli?
Praticamente senza rendercene conto, abbiamo comprato dagli Stati Uniti l’idea calvinista che coloro che detengono i soldi li hanno per merito. Se non hai soldi, non meriti niente. Se non hai soldi, è perché non ti stai impegnando abbastanza. Se non hai soldi, è perché sei pigro. Se non hai soldi, non meriti attenzione. Se non hai soldi, non hai capito come si sta al mondo. Se non hai soldi, non meriti di stare al mondo!
E intanto, la maniera di stare al mondo, secondo questo sistema, è quella di rubarci dei pezzi di carta a vicenda, è rubare, stuprare, uccidere, prevaricare, è andare sul giornale, ai podcast, dai tuoi stimati colleghi, e far vedere quanti pezzi di carta, ormai perfino virtuali, hai, nella speranza di zittire la voce di tuo padre che ti dice che non vali niente. Ma almeno, almeno non sei come quelle zecche dalla pelle scura che cercano l’acqua e un posto dove poter riposare in pace, dividendosi un pezzo di pane. No?
C’è una differenza tra questo transito di Chirone in Toro e i transiti precedenti: Plutone in Aquario. Il potere alle masse. Plutone in Aquario, che ci ha portato la Rivoluzione Francese. Impareremo, questa volta, che il nostro valore è intrinseco e non deriva da quante risorse siamo in grado di ammassare in quanto individui? Riusciremo a decidere di scendere da questa piramide che ci tiene in cattività, a riportare il potere nella circolarità che gli appartiene quando è sano? Ce ne verrà data di certo la possibilità. Ciò che sceglieremo di fare con questo transito starà, collettivamente, a noi.
Irene